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Toccafondo - Delfini

Anno di pubblicazione: 2009
Copertina: Box di vue volumi con copertina rigida
Lingua: Italiana
Edizione: D406 / Logos
Numero di pagine: 364
Prezzo: 30 €

Catalogo della mostra di Gianluigi Toccafondo, dedicata ad Antonio Delfini; scrittore, poeta e giornalista della prima metà del ’900. Fu Presidente dell’Accademia degli Informi, membro del Comitato d’onore dell’Editore Guanda e uno dei fondatori della rivista "Oggi".

Una mostra dove l’artista Toccafondo fluidifica la fissità delle foto e la profondità dello scrittore, ricalcandone il processo nevrotico.  Racconti che scorrono come fossero lo schermo su cui il soggetto li proietta.

 

“Per lavorare ho bisogno di un territorio, un tema o un argomento. Non riesco a tirare fuori niente dal foglio bianco. Con la galleria D406 di Modena, avevo già realizzato una mostra dove la città era protagonista, erano i disegni per il teatro Storchi, la stagione ERT ed eravamo in attesa di un’idea per una nuova esposizione.

L’occasione è nata dall’iniziativa della Biblioteca Delfini, che mi ha commissionato un lavoro dedicato allo scrittore. Mi hanno messo a disposizione una grossa quantità di materiale fotografico. Oltre ai ritratti che illustrano la sua vita, ci sono bellissime foto della città di Modena, scattate dall’autore stesso. Sono riuscito così a farmi un’idea del territorio delfiniano, degli ambienti e dei personaggi che popolavano “La città dei Sandroni”. Ho scopeto Modena attraverso la scrittura e le immagini di Antonio Delfini.

Questa è la base e l’ispirazione per la realizzazione di 70 disegni che verranno riprodotti ingranditi e applicati sul soffitto della Sala Delfini, come una sorta di affresco della vita dello scrittore. Mentre alla galleria D406 saranno esposti tutti i disegni originali.

Grazie alla passione per i libri che contraddistingue la galleria D406, abbiamo realizzato una pubblicazione che comprende tutto il lavoro diviso in due volumi: ANTONIO DELFINI e “è mio dovere scrivere LA MALAPOESIA”.

Il primo comprende tutto lavoro svolto per la Biblioteca, mentre il secondo riunisce 37 disegni in bianco e nero con invettive di Delfini.

Questi ultimi disegni sono venuti fuori come un gesto liberatorio alla fine del progetto. Trascrivevo su piccoli fogli alcuni appunti presi da “Il ricordo della Basca” e “Poesie della fine del mondo”, che non ero riuscito ad inserire nelle immagini più plastiche e fotografiche. Con l’aggiunta di alcuni segni, prendevano forma personaggi e caratteri del testo. L’immagine scarnificata, ridotta al tratto diventava sempre più scrittura. 

E’ stato quello il momento più vicino alla scrittura di Antonio Delfini.”

 

Gianluigi Toccafondo

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